Draghi docet

 

Sistema bancario.

Tutto in tasca! delle banche e dei politici.

Il credito è l'invenzione per impoverire il popolo ,

renderlo schiavo ed arricchire pochi.

Creando crediti che poi saranno garantiti da 

fondi non loro ma nazionali o reperendo  

risorse da obbligazionisti e depositanti.

Le banche si tolgono ogni responsabilità 

e sostenuti dai politici corrotti lucrano senza rischio

contro gli  interessi del popolo e del paese.

 

 Le banche deboli devono poter sparire, con vantaggi per la stabilità finanziaria e "senza costi per i cittadini": è questo il messaggio che il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi.  

Personalmente penso che I disavanzi saranno garantiti anche qui da fondi non loro ma nazionali o reperendo  risorse da obbligazionisti e depositanti. 

 

Una società basata sul credito è una società fallimentare.

 

Bce, ecco come guadagna la banca centrale europea grazie alla crisi

Il mirabolante attivo dell'istituto di Francoforte (1 miliardo e 400 milioni) è dovuto in gran parte alla recessione: ecco lo strano meccanismo...

 

Fare affari sulle spalle dell'Europa in crisi. Non è solo una prerogativa dei soliti speculatori di Borsa, ma la Banca Centrale europea. La Bce infatti fa soldi con l’eurocrisi. Il ritorno della calma sui mercati dei capitali e la restituzione dei maxi prestiti lanciati alle banche hanno portato un profitto da quasi un miliardo e mezzo di euro nei conti dell'istituto di Francoforte

I guadagni - L’eurocrisi ha prodotto un’infinità di danni economici ma ha fatto bene al bilancio 2013 della Banca centrale europea ed agli istituti centrali che fanno parte dell’Eurosistema. Lo dimostrano le cifre. Il miliardo e mezzo di euro di profitti conseguito dalla Bce nel 2013 sarà infatti prevalentemente consegnato alle banche centrali che sono rappresentate all’interno del Consiglio direttivo dell’Eurotower. E a dare i numeri degli "affari" della Bce è un comunicato ufficiale dell'Eurotower che sottolinea "come il Consiglio direttivo ha deciso di trasferire, al 31 dicembre 2013, un importo di 0,4 milioni di euro (1.166 milioni nel 2012) al fondo rischi, che in tale data ha così raggiunto il limite massimo consentito di 7.530 milioni di euro. 

Le cifre - A seguito del trasferimento al fondo rischi, la Bce ha chiuso l’esercizio 2013 con un utile netto di 1.440 milioni di euro (995 milioni nel 2012). Il Consiglio direttivo ha deciso di conferire alle banche centrali nazionali (BCN) dei paesi dell’area dell’euro un importo di 1.370 milioni di euro a titolo di acconto sul dividendo, al 31 gennaio 2014". Insomma la crisi non fa altro che riempire le casse degli istituti centrali mentre quelli dei cittadini degli stati membri si svuotano. Gli istituti centrali inoltre hanno beneficiato di ulteriori 61 milioni provenienti da per rettifiche degli utili maturati negli esercizi precedenti. 

 

Il "Re" Draghi - E a riempirsi sono pure le tasche di chi è a capo della Bce. Dal bilancio diramato da Francoforte del 2013 si nota come l’attuale presidente, Mario Draghi, guadagni più del doppio rispetto alla più importante banchiera centrale del mondo, l’americana Janet Yellen, appena arrivata alla guida della Federal Reserve. L’ex governatore di Bankitalia ha guadagnato poco meno di 390 mila euro nel 2013, contro la retribuzione da 145 mila euro assegnata alla Yellen. Insomma la crisi tocca tutti. Tranne l'Europa delle banche.

 

Incollato da <http://www.liberoquotidiano.it/news/1410364/Bce__ecco_come_guadagna_la_banca_centrale_europea_grazie_alla_crisi.html

 

 

Dai bail-out ai bail-in

 Fabrizio Goria

C’è un nuovo espediente contabile che le banche si apprestano a utilizzare al fine di aumentare il proprio capitale. Il suo nome è bail-in e consiste nel convertire asset della banca (obbligazioni subordinate, immobilizzazioni, crediti) in capitale ordinario, al fine di evitare un salvataggio statale. Di primo acchito non sembra essere malvagio, ma c’è una sorta di perversione di fondo che rischia di aumentarne esponenzialmente gli effetti sistemici.

Lo scorso martedì a Bruxelles si è tenuta la conferenza sul rischio sistemico dell’Association for Financial Markets in Europe (AFME), cioè la lobby dei banchieri mondiali operanti in Ue. Sul tema Robert Charnley, Head of Regulatory Reporting and New Products di Goldman Sachs, ha spiegato lo stato dell’arte dei bail-in, cercando di fugare i dubbi sui possibili rischi sistemici. Non c’è riuscito a pieno. Infatti nel relativo paper pubblicato dall’AFME, che trovate qui, si possono scorgere tutti i punti oscuri. Dalla possibilità di attivare la conversione senza contattare né obbligazionisti né azionisti, arrivando fino alla clausola che permette alla banca di non comunicare le modifiche ai regolatori, il meccanismo del bail-in sembra essere ancora in alto mare.

Il primo test ci sarà fra pochi giorni. Corre voce che a Wall Street si stiano preparando per un bail-in in grado di garantire i bonus ai banchieri d’affari. Sarebbero coinvolte Goldman Sachs, Morgan Stanley, JPMorgan e Nomura. Saranno contenti gli obbligazionisti?

Incollato da <http://congiuntura.wordpress.com/2010/12/06/dai-bail-out-ai-bail-in/>

 

 Consumismo – Il vitello d’oro.

!

ECCO LA VERITA' SULL'USCITA DALL'EURO https://www.facebook.com/photo.php?v=547063258715022&set=vb.293694004051950&type=2&theater

 

 

Una soluzione c'è! Legale e più facile di quello che pensiamo.

Vedi:http://saragio.wordpress.com/2013/11/12/pensieri-dalla-macchia/

 

Vogliono soltanto salvare le banche

 
L`unione bancaria varata dall`Eurogruppo e dall`Ecofin rappresenta una rapina legalizzata ai danni dei risparmiatori e dei cittadini

Eurogruppo, Ecofin e Banca centrale europea. Tutti organismi al soldo delle banche, tutti prontissimi a salvarle con i soldi dei cittadini. Soldi provenienti dalle tasse o addirittura dai conti correnti. In questo consiste l'Unione bancaria alla quale hanno dato il via libera i capi di governo e ministri dell'Economia riuniti a Bruxelles. Se le banche falliranno, dovrà intervenire il meccanismo di garanzia e di salvataggio nazionale. Poi l'Esm, il fondo permanente salva Stati. E se questo non fosse sufficiente verranno utilizzati i soldi dei titolari dei conti correnti. I soldi dei cittadini, considerati in tal modo corresponsabili delle porcate e delle speculazioni compite dai banchieri. Il meccanismo di gestione dei fallimenti bancari è stato al centro del vertice di Bruxelles con la Germania che ha pressato perché dopo un periodo transitorio di 10 anni si arrivasse senza più esitare ad un meccanismo sovranazionale. Una fretta sulla quale ha frenato Fabrizio Saccomanni per non rischiare di arrivare ad una scelta che produrrebbe un meccanismo da lui definito “difettoso”. 
Un meccanismo, quello per gestire e pilotare i fallimenti bancari, che ha avuto un parto difficile, soprattutto per la coda di paglia della Germania, il cui modello di “banca mista” ha fatto scuola e si è diffuso ovunque. Un modello nel quale l'origine delle risorse raccolte da una banca ha poca importanza e tutte possono essere utilizzate indistintamente per fare operazioni commerciali con la clientela o operazioni di banca di investimento sul lungo termine, con l'acquisto di azioni e obbligazioni di società industriali e commerciali. Secondo questa impostazione, poco importa allora se quelle risorse siano state prese dai conti correnti dei risparmiatori o siano il frutto della emissione di obbligazioni o di azioni della stessa banca che le riversa nella stessa cassa  comune. Si deve però ricordare che è stata proprio questa commistione tra raccolta ed impieghi a breve e a lungo termine a permettere ke speculazioni delle banche americane ed europee e a innescare la crisi finanziaria del 2007. La Legge Bancaria italiana del 1936 aveva stabilito una differenziazione netta tra banche commerciali e banche di investimento, proprio tenendo conto degli sfasci compiuti dagli speculatori del tempo, Agnelli e Perrone, con i tentativi di scalata al Credito Italiano e alla Banca Commerciale per impadronirsi dei soldi dei correntisti e azzerare i debiti verso le stesse banche. Una Legge Bancaria che la politica italiana cancellò alla fine degli anni ottanta, dimostrando un colpevole e criminale connivenza con la tecnocrazia europea e con gli interessi dell'Alta Finanza. Quanto deciso dall'Eurogruppo e dall'Ecofin è quindi il fisiologico traguardo di un cammino iniziato da tempo (tutto il potere alle banche) e che ha avuto il suo più eclatante passaggio nel prestito triennale di 1.000 miliardi alle banche europee da parte di Mario Goldman Sachs Draghi. Soldi regalati, perché un tasso di interesse dell'1% è un vero regalo, e che le banche hanno utilizzato per ricostruire il proprio patrimonio, intaccato dalle proprie speculazioni. -


Fonte: rinascita.eu
 

Cari Amici.

Dopo un 2013 di lamenti e sgomenti, oppressi  da una casta alla merce della finanza euromondialista  manteniamo accesa la speranza. Se le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza, le persone oneste devono fare lo stesso. Ricordiamo che

se  non siamo in grado di prendere in mano la nostra  ribellione non meritiamo di essere dispiaciuti per la nostra sorte. Ognuno risponderà da solo della sua sfortuna se si sta illudendo che il potere ci liberi. 
Solo la lotta libera. 
Riprendiamoci quello che è nostro, la nostra libertà, la nostra dignità. Se non combatti per porre termine alla corruzione e al marciume, finirai col farne parte. 
Buon 2014. 
KlarST

 

 

IDA MAGLI.........I TRATTATI EUROPEI DEVONO ESSERE DICHIARATI INVALIDI.....
E’ stato con un’enorme truffa verso gli Italiani che sono stati firmati i trattati di adesione all’Ue servendosi dell’articolo 11 della Costituzione. Questi trattati sono invalidi sia perché l’articolo 11 è stato formulato (su suggerimento del banchiere Luigi Einaudi) appositamente per poter scippare i cittadini dell’indipendenza e della sovranità monetaria senza chiedere il loro parere, sia perché la rinuncia a battere moneta, all’indipendenza e ai confini del proprio territorio non è questione di normale politica estera: uno Stato vi si piega soltanto se costretto dal vincitore di una tragica guerra ad una “resa senza condizioni”. Tutte le istituzioni dell’Ue sono finte, o meglio sono truffaldine. Non essendo uno Stato, l’Ue non ha il potere per dare la “cittadinanza”: la tanto vantata cittadinanza europea è quindi invalida, un orpello, un vetro di bigiotteria. Né si creda che i politici non sappiano che lo Stato europeo non esiste: per questo la Banca centrale europea è una banca che appartiene a privati, a sua volta con un nome truffaldino, e non dipende dall’Ue. Lo stesso discorso vale per il “parlamento europeo”: il nome è una finzione; non è un parlamento perché l’Ue non è uno Stato e per questo non può fare le leggi. Bisogna quindi dichiarare invalidi tutti i trattati europei e rifiutarsi di votare per un falso parlamento, non permettendo, come i politici hanno furbescamente intenzione di fare, che queste elezioni vengano indette insieme alle elezioni nazionali. Si vada al voto subito: questa è l’unica cosa che può forse rimettere in piedi uno Stato che possa ancora definirsi uno Stato.

 

http://saragio.blogspot.it/2013/12/lunione-europea-della-merkel-non-ha.html

L'unione europea della Merkel non ha futuro! Articolo di Sahra Wagenknecht

 

 

Ispirato da <http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-12-07/le-armi-bce-l-europa-credito-081434.shtml?uuid=AB7gPYi